Dark Tourism: la tragedia che affascina
Dark Tourism
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Da sempre si sottolinea come la fruizione turistica tenda ad aggiungere qualcosa al bagaglio personale di ogni persona: un’esperienza, un ricordo piacevole, la scoperta di una nuova tradizione. In linea con la diversificazione dell’offerta si sono create alcune discipline turistiche che tendono ad essere apprezzate da pochi e rifiutate da molti. Una di queste nicchie di turismo riguarda soprattutto il Dark Tourism.

Cos’è il dark tourism?

Per dark tourism si intende appunto una nicchia di turismo di recente nascita, nella quale i turisti sono spinti dal desiderio di visita di luoghi spesso associati a catastrofi, eventi tragici, morte. Si tratta di una nicchia di mercato che negli ultimi anni ha iniziato a prendere piede, ma che ha un’origine molto antica: basti pensare ai viaggi compiuti in passato dalle persone per recarsi a Roma ed assistere alle battaglie fra i gladiatori, o ad esecuzioni e decapitazioni.

Il consolidamento di questa nicchia di turismo

Questa tipologia particolare di turismo si basa, come tutte, su fattori endogeni del turista, cioè il desiderio di esplorazione e scoperta, ma anche su fattori esogeni di recente impostazione, come l’undertourism, ovvero l’esplorazione di luoghi poco turistici o dove i visitatori sono ancora un numero esiguo. Si imposta inoltre sulla nuova prospettiva di sostenibilità: a fruizione di questi luoghi avviene infatti nel rispetto dell’ambiente e attraverso il coinvolgimento delle memorie della comunità locale.

Non di meno, oltre a questi fattori, non possiamo non citare i cosiddetti trend mondiali e il loro andamento: questa specifica tipologia di turismo nasce principalmente in America e in Cina dove la popolazione, affascinata da sempre dalle vicende legate al tema della more, si reca in massa nei luoghi più inviolabili e invalicabili possibili. Come quasi tutte le mode nate nel nuovo continente, anche questa si ripercuotono anche in Europa. Ulteriore spinta nel mercato del dark tourism è stata la creazionedi un documentario da parte di Netflix, “Dark Tourist”, il quale sta avendo notevole successo e seguito.

Dark tourism nel mondo

Per citare qualche prodotto turistico già formato per questa particolare nicchia, forse il più lampante, possiamo prendere in considerazione le visite che hanno luogo ogni giorno presso “La Catedral”, ovvero la prigione, costruita da Pablo Escobar a Envigado in Colombia, teatro delle vicende più sanguinose che hanno interessato il Cartello di Medellin. In questo luogo, i turisti vengono accompagnati alla visita da una guida particolare: Popeye, un vecchio amico e sicario di Pablo Escobar, il quale afferma, e racconta ai visitatori, di aver ucciso più di 250 persone. Inoltre, la particolarità di questa esperienza risiede soprattutto nella modalità di visita: vengono rievocate scene di morte, uccisioni, riportati alla luce antichi resti di bombardamenti e molto altro ancora.

Variando continente e spostandoci in Giappone, troviamo già da tempo le visite guidate presso la foresta di Aokigahara, la cosiddetta foresta del suicidio. Questo luogo è difatti noto per essere stato, ed essere tutt’ora, teatro di numerosi suicidi, grazie alla sua particolare tranquillità. Non è un caso trovare corde e cravatte legate agli alberi o addirittura resti di persone. Per rendere conto alla realtà fattuale delle cose, all’entrata della foresta ci sono dei cartelli apposti che sottolineano l’importanza della vita e invitano le persone a tornare presso le proprie abitazioni.

Dark Tourism

Dark tourism in Italia

L’Italia è il paese con il bagaglio storico forse più pesante fra tutte le culture. Sono diversi i luoghi adatti a una nicchia turistica come il dark tourism e l’unico motivo per cui essi non sono ancora stati valorizzati, è assai probabile abbia a che fare con il nostro non naturale e culturalmente inviolabile rapporto con il tema della morte: tendenzialmente lo evitiamo, lo giudichiamo come un fatto negativo, che spaventa. Ecco qui riportati solo alcuni dei luoghi che potrebbero essere considerati per la creazione di un vero e proprio prodotto turistico:

  • Roma, caverne Ardeatine, Bunker di Mussolini a Villa Torlonia, il Foro Italico, il museo della resistenza, il museo del crimine, la cripta dei cappuccini, il Colosseo
  • Milano, memoriale della Shoa, Cimitero monumentale, San Bernardino alle ossa, il Duomo
  • Bologna, museo per la memoria di Ustica, Palazzo Poggi
  • Trieste, risiera di San Sabba, Foiba di Basovizza
  • La diga del Vajont
  • Fossoli
  • Carpi, Museo della deportazione
  • Predappio, la cripta di Mussolini
  • Pompei
  • Stromboli
  • Palermo, le catacombe dei cappuccini

 

In conclusione, possiamo sottolineare come questa sia ancora una nicchia ristretta, per quanto riguarda il nostro territorio nazionale, mentre è in piena formazione e  con prodotti turistici integrati già in America e nel continente asiatico. Non è da sottovalutare un fatto molto importante: per come l’esperienza sull’andamento dei trend insegna, e per la possibilità in termini di attrattive che presenta l’Italia, creare prodotti turistici in questa prospettiva potrebbe essere una notevole possibilità di sviluppo, sia per quanto riguarda il turismo domestico, ma soprattutto per il turismo internazionale.

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Cosa possiamo fare noi di justgood tourism:

Noi di justgood tourism possiamo affiancare le destinazioni nel riconoscimento di luoghi che presentano queste peculiarità, nell’importante decisione delle linee guida della fruizione turistica da impostare, nella messa a sistema di quest’offerta con il territorio che la contiene, nella scelta dei partner più adatti per la formazione del prodotto turistico e nella sua commercializzazione.

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